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Il Baobab

Interessante articolo sulla pianta più magica di tutta l’Africa

 

Il BAOBAB Farmacista

Stefano Manfredini, Silvia Vertuani, Valentina Buzzoni

Dipartimento di Scienze Farmaceutiche - Università di Ferrara

 

INTRODUZIONE

 

Il baobab (Bombacaceae) dell’Africa centrale dove cresce spontaneamente, successivamente disseminata in altre regioni del mondo.

La denominazione botanica il suo nome allo studioso francese Michael Adanson,

che nel XVIII secolo fornì per primo una descrizione dettagliata della pianta,  dall’arabo del ‘frutto dai molteplici semi’ che esso produce, di questa pianta è

sicuramente legata alle sue considerevoli dimensioni ed alla sua longevità.

Essa raggiunge facilmente i 10 metri di diametro e i 20 metri di altezza, e la maggior parte dei baobab vive 500 anni, anche se in alcune parti dell’Africa ne sono stati descritti esemplari che possono risalire a 5.000 anni fa ( maestosità, che sembra quasi unire il cielo alla terra, e la sacralità che trasfonde, lo connotano come l’emblema millenario dell’Africa, tanto da venire designato dalle popolazioni locali come ’albero della vita’, ‘albero magico’ o anche ‘albero farmacista’.

Il nostro interesse di ricercatori nei confronti di questa pianta nasce dall’attenzione rivolta all’impiego razionale di ingredienti derivanti dalla tradizione popolare.

La trattazione seguente metterà in evidenza il fascino di una delle piante più antiche e possenti del mondo, il baobab, dalla quale si possono ricavare benefici per noi piccoli uomini, nel rispetto della pianta e del suo ecosistema.

 

L’ALBERO FARMACISTA

 

Il baobab rappresenta per le popolazioni locali una fonte economica preziosa, per

il legno e tutti i suoi

derivati, ma la sua

importanza è legata

soprattutto all’impiego

di varie parti della

pianta dal punto di

vista terapeutico e

nutrizionale. Le numerose

citazioni presenti

nelle farmacopee

africane gli sono

valse la denominazione di

esempio, in Sierra Leone si utilizza il decotto di radice

come stimolante dell’attività sessuale. La polvere

di radice secca preparata come una crema viene utilizzata

come tonico su pazienti affetti da malaria.

Nello Zambia l’infuso di radici è utilizzato nel bagno

dei bambini per rendere la pelle levigata e morbida.

La corteccia é usata come febbrifugo (si usano

decotti di scorza, bollita per un giorno) in sostituzione

della corteccia di china. E’ benefica come febbrifugo

per i trattamenti antimalaria, diaforetica.

La scorza, ricca di mucillagini, è impiegata come

lenitivo per combattere infiammazioni del tubo

digerente. Se tagliata, dalla corteccia fuoriesce una

gomma semifluida bianca, inodore, insapore, acida

ed insolubile, usata per pulire piaghe ed ulcere.

Nell’Africa orientale la corteccia è usata come antidoto

della strofantina. Dai semi si estrae un olio

ricco in acidi grassi essenziali (oleico, linoleico e

linolenico in particolare) che può essere utilizzato

nell’alimentazione umana e nella cosmesi. L’olio

estratto dai suoi semi allevia il dolore delle scottature

e rigenera i tessuti epiteliali in tempi brevi,

donando tono ed elasticità alla pelle. Le foglie sono

ricche di vitamina C, acido uronico, ramnosio ed

altri zuccheri, tannini, tartrato di potassio, catechine,

ecc. Le analisi condotte sulle foglie giovani, seccate

all’ombra e polverizzate, rivelano alti contenuti

di provitamina A, con concentrazioni variabili tra 9 e

27 mg (Retinolo Equivalenti) per grammo di polvere

analizzata. Le foglie macerate e poi compresse

servono per fare lavaggi alle orecchie ed agli occhi

dei bambini ammalati, con effetto antinfiammatorio.

Le foglie sono utilizzate nella medicina tradizionale

in virtù delle proprietà diaforetiche, espettoranti,

astringenti, febbrifughe, ipotensive, antiasmatiche e

nel controllo dell’eccessiva sudorazione. Sono utilizzate

nelle malattie

delle vie

urinarie, diarrea,

infiammazioni,

morsi di

insetti, e come

vermifugo nel

trattamento per

l’espulsione del

cosiddetto ‘verme

della Guinea’.

La foglia

viene impiegata

per uso esterno,

in virtù delle sue

proprietà antiossidanti,

emollienti

e lenitive,

che rendono la

pelle elastica e

morbida.

 

PROPRIETA’

 

IL FRUTTO

 

Dal punto di vista nutriceutico la parte della pianta

più interessante è il frutto.

Il frutto maturo si presenta di forme variabili, da

ovoidale fino a oblungo-cilindrico e di lunghezza

fino a 40 cm.

E’ costituito da un epicarpo legnoso e coriaceo a

forma di capsula, ricoperto da una lanugine vellutata

giallo-verde, e da una parte interna denominata

endocarpo.

Quest’ultima è costituita da una polpa, suddivisa in

8-10 spicchi tramite filamenti fibrosi ed in cui sono

contenuti i semi (

La polpa del frutto maturo del baobab si presenta

disidratata e pulverulenta, di colore biancastro e

caratterizzata da un particolare sapore leggermente

acidulo, dovuto alla presenza di acidi organici, quali

l’acido citrico, acido tartarico, acido malico ed acido

succinico (

Vista la sua morfologia strutturale di capsula ovoidale

perfettamente ermetica, la polpa può essere ottenuta

dal frutto mediante un semplice processo meccanico,

seguito da una macinazione diretta; in tal

modo si ottiene una polvere che viene impiegata sia

a scopo alimentare che fitoterapeutico.

 

Impieghi tradizionali del frutto

 

In virtù delle sue caratteristiche nutrizionali, il frutto

del baobab rientra da tempo nell’alimentazione

delle popolazioni indigene africane, che lo consumano

principalmente come alimento basilare della

propria dieta, soprattutto durante i periodi di carestia.

Con la polvere disidratata del frutto si possono ottenere

decotti, salse e molteplici pietanze indispensabili

per la sopravvivenza, ed anche bevande naturali

rinfrescanti (

Ad esempio, la bevanda caratteristica di alcune

regioni dell’Africa è rappresentata dalla cosiddetta mérissa

di polpa del frutto e di latte, che viene miscelata

ad un tipo di birra derivante dalla fermentazione

del sorgo.

Si può trattare la polpa del frutto con diverse modalità,

quali arrostimento, macinazione ed ebollizione,

per ottenere una sostanza impiegata come sostituto

del caffè.

Contiene un’elevata quantità di acido tartarico e

bitartrato di potassio, per questo viene utilizzata per

la preparazione del pane in sostituzione del cremor

tartaro, e come agente fermentante nei processi di

produzione della birra.

Le popolazioni africane utilizzano la polpa, ricca in

mucillagini e acidi organici, come rimedio naturale

verso numerose patologie, come la dissenteria, e

sotto forma di cataplasma insieme alla foglie triturate

per il trattamento delle manifestazioni cutanee prodotte

da malattie endemiche, quali vaiolo e morbillo

 

Nell’ambito degli utilizzi non propriamente correlati

all’alimentazione, quanto alle esigenze quotidiane di

sopravvivenza degli indigeni africani, si ricorda l’impiego

dell’epicarpo privato della polpa come contenitore

per l’acqua e come galleggiante per le reti da

pesca.

 

Composizione Chimica e Nutrizionale

 

La polpa del frutto di baobab può costituire un

esempio di alimento naturale ricco di principi nutrizionali

necessari all’organismo: la sua assunzione è

in grado di garantire un sufficiente apporto giornaliero

di elementi nutritivi. A tal proposito, viene evidenziato

il bassissimo contenuto in lipidi, e la presenza

di quantità rilevanti di glucidi totali, proteine

e vitamine.

Particolarmente interessante è il contenuto in acido

ascorbico: 100 grammi di polpa possono fornire fino

a 300 mg di vitamina C, quantitativo pari a sei volte

quello contenuto in un’arancia (

E’ ormai ampiamente riconosciuto che questa vitamina

idrosolubile presenta per l’uomo caratteristiche

di essenzialità e svolge molte importanti funzioni

nell’organismo, sia dal punto di vista nutrizionale

che terapeutico.

Fra queste si ricordano in particolare il suo ruolo di

composto antiossidante, che contribuisce a proteggere

l’organismo nei confronti dei danni ossidativi

prodotti dai radicali liberi, ed il suo coinvolgimento

in numerosi processi metabolici, nonché di alcune

patologie degenerative.

Il consumo alimentare del frutto del baobab è in

grado di garantire un sufficiente apporto giornaliero

di elementi nutritivi.

A tal proposito, è opportuno evidenziare il bassissimo

contenuto in lipidi, mentre sono presenti quantità

rilevanti di glucidi totali, proteine e vitamine.

 

Il frutto contiene inoltre quantità apprezzabili di

altre vitamine, come la riboflavina (vitamina B2) e la

niacina (vitamina PP o B3), entrambe essenziali per

la nutrizione ed indispensabili per lo sviluppo ottimale

dell’organismo.

L’apporto di alcuni minerali ed acidi grassi essenziali

viene assicurato dalla presenza di elementi quali calcio,

potassio e fosforo.

Tradizionalmente la polpa si utilizza disciolta nell’acqua

per preparare una bevanda impiegata come succedaneo

del latte, soprattutto da parte di donne in

gravidanza ed in alcuni casi per l’allattamento dei

neonati.

Per assicurare un apporto adeguato di valori nutrizionali,

si suggerisce di assumere la polpa come tale,

oppure di consumarla dopo averla sciolta in latte o

succhi di frutta.

 

FIBRE ALIMENTARI

 

L’assunzione delle fibre alimentari tramite la dieta,

associata al consumo di vegetali, cereali e frutta, è

stata messa in relazione con la riduzione del rischio

di sviluppare diverse disfunzioni organiche, quali stitichezza

e sovrappeso, e con una minor incidenza

nell’insorgenza di neoplasie a carico dell’apparato

digerente (

La polpa del frutto del baobab costituisce una fonte

apprezzabile di fibre alimentari solubili ed insolubili,

quantificabili in circa 52 g/100 g di prodotto, in rapporto 1:1

assimilate dall’intestino, ma agiscono sul transito

intestinale attraverso la stimolazione della peristalsi;

in tal modo possono trovare impiego in un regime

di dieta ipocalorica per combattere la stitichezza ed

indurre un senso di sazietà.

Per quanto riguarda la parte solubile delle fibre, è

noto il loro coinvolgimento nella stimolazione della

crescita di batteri simbionti appartenenti alla microflora

intestinale.

 

 

Infatti è noto che alcune fibre solubili hanno anche

la funzione di prebiotici, ovvero di ingredienti alimentari

non digeribili che, a livello dell’intestino

crasso, stimolano selettivamente la crescita e/o l’attività

metabolica di un numero limitato di gruppi

microbici, importanti per il buon funzionamento

dell’organismo.

In particolare, questi ultimi sembrano poter apportare

benefici all’organismo, perché contengono

anche substrati che possiedono un’azione specifica

di sostegno per l’impianto e la crescita della flora

batterica.

 

ANTIDIARROICO

 

Alla polpa del frutto si attribuiscono proprietà antidiarroiche,

correlate alla presenza di sostanze ad

azione astringente ed adsorbente i tannini, di mucillagini,

di cellulosa, di acido citrico e di altri componenti

tipici del baobab (

Questa peculiarità si rivela estremamente importante

per contrastare disfunzioni organiche quali diarrea

e/o dissenteria, attraverso la preparazione di

decotti o di sospensioni nel latte da assumere per via

orale

Tali disturbi sono presenti in maniera rilevante nei

paesi africani, a causa dell’alimentazione non equilibrata

 

A sostegno di questo impiego tradizionale, uno studio

condotto su 160 bambini, della età media di

otto mesi, ha dimostrato che una soluzione acquosa

di polpa del frutto del baobab ha vantaggi significativi

rispetto alla tradizionale

per la reidratazione di bambini affetti da diarrea

 

 

ANTINFIAMMATORIO ANALGESICO ANTIPIRETICO

 

La medicina tradizionale africana vanta da lungo

tempo le proprietà antipiretiche e febbrifughe della

polpa di frutto del baobab (

Allo scopo di analizzare e validare l’attività biologica

dell’estratto acquoso della polpa, sono stati condotti

studi specifici su ratti e topi, utilizzando come

 

interni fenilbutazone e/o acido acetilsalicilico,

sostanze comunemente impiegate per via orale nel

trattamento di patologie infiammatorie.

Un marcato effetto antinfiammatorio è stato determinato

dalla somministrazione di dosaggi compresi

tra 400 e 800 mg/kg, riducendo un’infiammazione

indotta nell’arto dell’animale con formalina.

La somministrazione a topi di 800 mg/kg di estratto

ha inoltre evidenziato la comparsa di un’attività

analgesica ed antipiretica comparabile all’utilizzo di

50 mg/kg di acido acetilsalicilico per via orale (

Queste attività si possono imputare alla presenza nell’estratto

acquoso di steroli, saponine e triterpeni e

giustificano il largo impiego di questa pianta nella

medicina popolare.

 

MODALITA’

 

La quantità di polpa del frutto di baobab da assumere

giornalmente è ricavata in base al contenuto in

fibre alimentari ed acido ascorbico presenti.

Per garantire un adeguato apporto di fibra alimentare,

la quantità media da assumere varia da 5 a 8 g di

polpa al giorno, disciolta in acqua, succo di frutta o

yogurt (

Per fornire invece il fabbisogno giornaliero di acido

ascorbico (RDA,

corrisponde a 75 mg per le donne e 90 mg per gli

uomini, è necessario un dosaggio superiore, compreso

in media tra 25 e 30 g di polpa al giorno (

Attualmente, non sono stati riportati effetti collaterali

o particolari controindicazioni legate all’assunzione

di polpa di frutto del baobab, intesa come integratore

alimentare o come coadiuvante nel trattamento

delle patologie sopraindicate.

 

CONCLUSIONI

 

L’uso millenario dei prodotti del baobab ha portato

in anni recenti a studi ed investigazioni volte a confermare

le proprietà descritte dalla tradizione popolare.

Negli ultimi anni sono stati condotti diversi

studi sulle potenzialità dell’utilizzo della polpa del

frutto del baobab, sia a livello nutrizionale che fitoterapeutico.

Alla luce di quanto riportato, i prodotti

derivanti dal baobab appaiono essere come una

‘miracolosa’ panacea.

Tuttavia, quello che si può con certezza affermare, in

attesa di risultati derivanti da studi tuttora in corso,

anche presso i nostri laboratori, è che il baobab può

essere considerato una riserva interessante di micronutrienti

ad elevato apporto energetico, nonché

un’importante fonte di sostanze, come l’acido ascorbico

e le fibre alimentari.

Tali componenti vengono attualmente annoverate

tra le più significative per una dieta sana e bilanciata,

in grado di contribuire a riequilibrare e ripristinare

le principali funzioni dell’organismo e dell’epidermide.

A questo proposito abbiamo in corso studi atti ad

evidenziare le proprietà nutricosmeceutiche di vari

derivati del baobab applicabili al mantenimento

dello stato di salute e del benessere della pelle in

virtù delle proprietà antiossidanti, emollienti, leviganti

ed elasticizzanti.

 

 

 

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