Nel romanzo emerge, da parte dell’autore, il desiderio di raccontare e raccontarsi, di riportare la realtà della terra d’Uganda, attraverso le esperienze vissute nei sette mesi della sua permanenza, di evidenziare le contraddizioni presenti in un mondo che è assai differente; e poi, la necessità vitale di condividerne le suggestioni e gli incanti di rara bellezza, nonché le storie di donne e uomini incontrati in quella terra, dalla semplice vita quotidiana ai grandi mutamenti percepibili in alcuni territori che fanno i conti con un progresso selvaggio.

L’Africa è un continente immenso, secondo solo all’Asia. Ed è anche quello che, più di ogni altro, ha potuto conservare il proprio patrimonio naturale mantenendo quasi incontaminate vaste estensioni di territori e una biodiversità animale e vegetale non ancora del tutto studiata né classificata; eppure è sicuramente un modesto ricordo di quanto devono aver ammirato nei secoli scorsi esploratori come Henry Morton Stanley e David Livingstone nei loro viaggi alla scoperta del continente nero. L’Africa è terra di contrasti, sia umani sia naturali; alcuni Stati sono devastati da povertà, guerre, conflitti razziali e carestie, altri hanno città moderne con tecnologie avanzate e un tenore di vita a livello europeo. Anche la natura presenta contrasti singolari: dai più grandi e aridi deserti del mondo (Sahara e Kalahari) agli immensi laghi e alle foreste pluviali che coprono i bacini fluviali con le portate d’acqua più imponenti del mondo, come nel caso del misterioso e poco esplorato fiume Congo. Furono molti gli scrittori affascinati, quasi incantati, dagli splendidi paesaggi, dagli immensi branchi di animali, dagli orizzonti sconfinati e dalle notti stellate nelle savane; molti si fecero contaminare e si ammalarono irreversibilmente di Mal d’Africa: da Hemingway fino a Moravia e Karen Blixen. Oggi i parchi e le riserve naturali proteggono luoghi che fanno parte di un inestimabile patrimonio naturale e storico-culturale, appartenente all’umanità intera.

Centinaia, forse migliaia di metri sopra la terra, imbracato in un parapendio speciale, poco più di un paracadute provvisto di un piccolo motore, George Steinmetz, fotografo di National Geographic ha passato più di venti anni fotografando molti tra i più spettacolari e inaccessibili luoghi del mondo. In "Aria d’Africa" ha raccolto panorami mozzafiato, catturati con la sua macchina fotografica, in oltre 14 diverse regioni dell’Africa per offrire al lettore una serie di strabilianti visioni di aree che raramente, se non addirittura mai, sono state fotografate prima.

Azaro, il protagonista, è un ‘abiku’, uno spirito bambino destinato a morire e a rinascere più volte, perché sempre attratto dal ‘magico’ mondo degli spiriti che tutti dimentichiamo nascendo. Attraverso i suoi occhi, Ben Okri racconta la storia dell’Africa dei nostri giorni, paese nel quale la violenza politica sembra annunciare il fallimento di ogni speranza.

Un’altro capolavoro del maestro Poliza. Questo libro fotografico vi porterà ad ammirare le meraviglie d’Africa.
