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La Namibia ed il Botswana di Sabrina

 

Namibia 2005
Sono sicura che, per chi ama la natura, arrivare in Namibia significhi realizzare un grande sogno; qui infatti la natura è ancora la protagonista assoluta, sempre in grado di sorprendere anche il viaggiatore più smaliziato grazie ad una gamma praticamente infinita di paesaggi tra i più vari, vasti e incontaminati che si possa immaginare, ma tutti con una caratteristica comune: lasciare senza fiato ! Riuscire a dire quale sia stata l’esperienza più bella vissuta in questo Paese non è impresa fra le più semplici; infatti come si fa a dire se sia più incredibile assistere, ad Etosha, a decine e decine di zebre, gnu, orici, kudù e spingbok che, tutti assieme, si abbeverano ad una singola pozza o, piuttosto ritrovarsi a “passeggiare” in mezzo a migliaia di otarie, pigramente stese su una spiaggia infinita, formata dalla sabbia del deserto che si tuffa direttamente nell’oceano?
E sempre a proposito di deserto, come si può scegliere fra l’emozione unica di ammirare il panorama dalla cima di una duna millenaria che ha la straordinaria capacità di cambiare colore e consistenza in base al cammino del sole nel cielo e l’inebriante divertimento nel scenderla…a capriole?
C’è però un ricordo che prevale sempre sugli altri quando penso alla Namibia: quello del cielo: tanto straordinario nel suo implacabile, cristallino azzurro di giorno, quanto mozzafiato di notte, quando le stelle brillano a tal punto da sembrare enormi e da dare l’illusione di poter allungare la mano e… toccarle!

Botswana 2006
Se in Namibia è il deserto a farla da padrone, in Botswana invece è l’acqua a regnare sovrana, soprattutto quando si raccoglie nei grandi, maestosi fiumi che attraversano il Paese creando ambienti unici e ricchissimi di vita.
Percorrere il Delta dell’Okavango su un mokoro (vale a dire su un fragile “guscio di noce”) lungo tratti di canneti che assomigliano ad una prateria, mentre lo sguardo è attratto irresistibillmente dai colori sgargianti dei martin pescatori, è senza dubbio un’esperienza indimenticabile. E se può sembrare scontato emozionarsi davanti allo Zambesi (in Zimbabwe) che si tuffa in un’improvvisa spaccatura per dare vita alle maestose Cascate Vittoria, ben più imprevedibile e commovente è lo scenario che si può presentare lungo il fiume Chobe quando un centinaio di elefanti, di tutte le età e di tutte le dimensioni, arrivano per abbeverarsi nella calda luce di un tramonto da favola…
Fra tutti c’è però un ricordo più speciale degli altri: l’incontro con il popolo dei San che, attraverso la sua atavica saggezza, ha saputo dimostrare cosa significhi non solo amare e rispettare l’ambiente, ma anche conoscerlo e comprenderlo fin nei più piccoli segreti, poichè è da esso che dipende vita e benessere… e non solo per i San.
Ultima annotazione: se questi viaggi si sono rivelati tanto memorabili, il merito va certamente anche ai compagni di viaggio, con i quali ho potuto condividere tante straordinarie esperienze e, soprattutto alla nostra preparatissima, mitica guida, dettaglio certamente non trascurabile in qualsiasi viaggio.

Sabrina da Trento

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